Così i pachistani alleati dell'America aiutano al Qaida

I servizi segreti pachistani hanno incontrato, più volte, i rappresentanti dei Talebani in Afghanistan per organizzare reti di militanti per combattere i militari americani e attentati contro i leader afghani. E' quanto rivelano documenti americani messi a disposizione dall'organizzazione WikiLeaks e rilanciati dal New York Times, nei quali appare un volto diverso del Pakistan, ufficialmente alleato degli Stati Uniti nella lotta ai Talebani, per la quale riceve da Washington un miliardo di dollari l'anno. Leggi In Pakistan è "come chiedere al Diavolo di prendere Dracula" - Leggi l'intervista del Foglio al fondatore di Wikileaks
5 AGO 20
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I servizi segreti pachistani hanno incontrato, più volte, i rappresentanti dei Talebani in Afghanistan per organizzare reti di militanti per combattere i militari americani e attentati contro i leader afghani. E' quanto rivelano documenti americani messi a disposizione dall'organizzazione WikiLeaks e rilanciati dal New York Times, nei quali appare un volto diverso del Pakistan, ufficialmente alleato degli Stati Uniti nella lotta ai Talebani, per la quale riceve da Washington un miliardo di dollari l'anno. E se la Casa Bianca ha ''duramente condannato'' la fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan e funzionari Usa non intendono confermarle, molte informazioni dei documenti vengono giudicate affidabili dai militari. Tra queste, vi è la descrizione del lavoro dei servizi segreti pakistani accanto ad al Qaida per la pianificazione di attentati terroristici.
Funzionari dell'esercito americano hanno anche redatto una lista dei militari e degli agenti segreti pakistani che, a loro avviso, collaboravano con i Talebani. Benjamin Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale Usa per le comunicazioni strategiche, ha detto che il Pakistan era un alleato importante nella lotta contro i gruppi militanti, e che i soldati pakistani e i funzionari di intelligence avevano lavorato a fianco degli Stati Uniti per catturare o uccidere leader di Qaeda e Talebani. Ma, ha aggiunto, lo "status quo non è accettabile " e il rifugio per i militanti in Pakistan "costituisce una minaccia intollerabile" che Islamabad deve affrontare con maggior risolutezza. "Il governo pakistano e i servizi di intelligence devono continuare il loro impegno strategico contro i gruppi estremisti violenti all'interno dei loro confini", ha detto Rhodes, assicurando che l'impegno di Washington continuera'.